Fatti il colloquio

Oggi trovare lavoro è un affare poco semplice. Solo in provincia di Livorno ci sono 10000 under 30 net, cioè che non studiano e non lavorano. E allora: rimboccarsi le maniche e mettersi al `lavoro`.

c9ddbd_69c19a5b37bf40ebaf999d36046b9b02Diventiamo strateghi del curriculum, abili cantori di lettere di presentazione, analisti di database dei curriculum inoltrati, intrepidi cercatori di opportunità su internet, maghi delle risposte al telefono, gestiamo contatti, chiamiamo gli amici e gli amici degli amici, flessibili come il pongo fresco. Poi, allora, finalmente, ci chiamano a una selezione. Pronti per il colloquio? Ecco le montagne russe. Caso standard. Giornatone di selezione. Presenti: psicologo, responsabile delle risorse umane, capo del reparto dove ipoteticamente sarai inserito. Pronti via. Te arrivi e cerca di non essere troppo sicuro di te, ma neanche troppo ansioso, altrimenti sei appariscente. Vai come se tu ti sentissi una normale punto grigia. Una Fiat. Inizia la presentazione individuale di fronte al gruppo. Sai parlare in pubblico? Non fare un comizio, sei fuori! Fase successiva, il test di personalità. Sarai di fronte a immagini di facce senza espressione e dovrai dire che sensazione provi. Sempre sereno. Dopo le crocette, arriva il gioco. Lavoro di gruppo per risolvere qualche caso incasinato. Vincono sempre le donne; se sei donna esprimiti e vinci, altrimenti temporeggia e arrivi alla prova finale. Finalmente. Il colloquio vero e proprio. Ora sei in discesa. Si, ma i freni ce li hai? Metti le cinture e parti. Arriva la tempesta: chi sei? Cosa vuoi fare nella vita? In cosa sei adatto? Perché sei qui? Perché si è candidato? Perché il suo profilo potrebbe andare bene per noi? Che cosa pensa di fare da noi? Sa le lingue? Che cosa fa se il collega le sta antipatico? È disposto a spostarsi? E fare trasferte? Un suo pregio? Un suo difetto? Mi parli delle sue esperienze di lavoro in passato? Perché sta cercando lavoro? Come si vede di qui a cinque anni? Come si vede di qui a 20 anni? Che? Come? Grandine di domande. Improvvisamente. Ti alieni. Poi ti risvegli sudato, mentre senti `… sapere`. `signore! Arrivederci`. I tuoi occhi da cerulei, brillano un attimo. Ti alzi. Dai la mano, forte. Te ne vai. Fuori i dubbi ti assalgono. Chi sono!?! Chiami i tuoi amici, parenti, fidanzata, psicologa. Nessuno risponde. Poi ti ascolti tutta la segreteria telefonica. Messaggio gratuito: `Le faremo sapere`.

Luca Cosimi – Blog in Libertà

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