Slancio vitale: amico del Sud pensaci.

calo pil sud italia luca cosimi blog in libertàIeri sono usciti gli ultimi dati di BankItalia per il pil italiano. Il 2012 e il 2013 sono stati due anni di crisi economica; il 2014 sarà ancora difficile. Il fatto più evidente è che il nord è in seppur lieve ripresa, mentre il Sud stenta ancora; non ci sono segnali positivi. Il meridione risulta né attrattivo né competitivo. Investire in Italia è già difficile, al sud ancora di più.
Il sistema delle piccole e medie imprese meridionali, inoltre, ha risentito di più della globalizzazione ed oggi le esportazioni vanno a rilento.
Il sud, quindi, non può più aspettare: è il momento inderogabile della svolta. Ci vuole coraggio. Innanzitutto: che cosa non serve?  Vanno evitate le ricette del passato: assistenzialismo, investimenti pubblici a pioggia, cattedrali nel deserto. Non deve essere lo stato a risolvere i problemi, perché è evidente che non ci è mai riuscito, anzi, li ha ampliati. Bisogna partire dagli individui, dalla volontà di fare, cambiare e prendersi le responsabilità. L’individuo meridionale si faccia promotore di una società in cui siano più radicati il senso civico di fiducia reciproca, collaborazione, scambio trasparente. Il futuro del sud passa per la genesi di un terreno fertile in cui ci sia un forte capitale sociale e rinnovata ricerca del benessere individuale.
Tutto parte dalle singole persone, non dallo stato.
E allora, che cosa fare per rilanciare il meridione?

1) Lo stato faccia un passo indietro. Meno burocrazia, meno tasse, meno ingerenza nell’economia, meno sussidi che distruggono il mercato, meno favori sugli appalti, meno corruzione: fare meno, per ottenere un circolo virtuoso positivo.
È possibile, a costo zero.
2) Il pubblico sia più efficiente ed efficace: ridurre gli sprechi, fare innovazione, digitalizzazione, flessibilità, velocità di risposta, tempi certi, dare certezza per chi investe, visione strategica, lotta serrata ai parassitismi. Tutta l’Italia deve andare in questa direzione. Partire subito!
3) Lo stato sia forte nel suo piccolo. Lo stato deve andare a braccetto con gli individui nella lotta alle mafie. Ci vuole una santa alleanza pubblico-privato per sconfiggere la criminalità organizzata per sempre. Agire subito con forza, per una vera libertà. In questo processo deve rientrare un deciso investimento nell’istruzione, che porti sviluppo, cultura e capitale sociale nel medio-lungo periodo.
4) Cosa è possibile, dunque, fare in concreto? Attuare un’incisiva politica di marketing territoriale che preveda l’attrazione di nuovi investimenti privati al sud: creare una deflated tax area, attivare un sistema di logistica efficiente, fare convenzioni con le banche per favorire i finanziamenti all’imprenditorialità locale, generare sinergie scuole-lavoro.
Questa è una ricetta in salsa liberista che si contrappone allo statalismo privo di risultati degli ultimi decenni (dall’unità d’Italia?!?). Il grilletto del rilancio socio economico: uno slancio vitale.
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