Renzi, l’Europa cambia verso #BackToThePAST

renzi europa cambia versoHo letto “un Nuovo Inizio Europa”, il programma della presidenza italiana del consiglio dell’unione europea. La strategia di Renzi ricalca l’idea della Democrazia Cristiana in salsa Terzo Tempo Sociale e, di fatto, il piano quinquennale dell’URSS gli fa un baffo.
Qual è la proposta programmatica di Renzi per il prossimo semestre europeo?


Aiuti a pioggia, spesa, investimenti pubblici, assistenzialismo, aiuti sociali. Renzi ritiene che con questo statalismo a ampio raggio si possa rilanciare la crescita nel Vecchio Continente.
Per Renzi il mercato è secondario al rafforzamento sociale, il privato è inutile rispetto al ruolo salvifico dello stato, parla di flessibilità come sinonimo di “Più spesa pubblica”, le tasse possono aumentare perché bisogna finanziare gli investimenti statali.
Vediamo alcuni punti della politica economica renziana.

Sul Welfare “Dobbiamo agire per creare le premesse per un aumento della crescita potenziale, assicurando servizi pubblici adeguati e sostenibili e la salvaguardia della coesione sociale”. Questo modello di Welfare State è un ritorno al passato non sostenibile, che ha già fallito in passato. L’idea di Renzi è la rinnegazione delle politiche Tatcheriane degli anni Ottanta ed europee (a ritmo più lento) a partire da Maastricht. La Gran Bretagna ha fatto nascere lo stato sociale-assistenziale a inizio 1600 ed è riuscita a liberarsene solo quando si trovava sull’orlo del baratro a fine anni Settanta. Le politiche welfaristiche dopo la seconda guerra mondiale avevano ingessato quella che era la più grande potenza economica e politica dell’Ottocento e solo grazie a una forte ondata di liberismo la Gran Bretagna è tornata ad essere produttiva e crescere in modo innovativo. L’Europa di oggi è come la Gran Bretagna a fine anni Settanta e Renzi vuole dare ancora veleno al malato.

Sulla politica industriale “La Presidenza contribuirà a delineare un quadro che comprenda sistematicamente il “Rinascimento Industriale” in tutte le politiche che incidono sulla competitività… La Presidenza presterà inoltre la dovuta attenzione al settore manifatturiero, con particolare focus sulla elaborazione di una nuova generazione di misure di politica industriale”. Poi in tutto il programma non si parlerà mai di libertà di impresa, facilità di fare business, ridurre le imposte. Le politiche che intende Renzi sono i contributi a pioggia.

Lavoro e giovani “In un momento di alta disoccupazione nel nostro continente, in particolare tra i giovani, una delle più grandi sfide dell’Unione europea è quella di fornire una risposta efficace al bisogno di maggiori opportunità di lavoro. La Presidenza concentrerà i propri sforzi sulla mobilità, il dialogo sociale, la creazione di posti di lavoro, la riforma strutturale dei mercati del lavoro e dell’investimento nel capitale umano…. Un grado di attenzione e di risorse molto più elevato che in passato sarà dedicato ad affrontare questo problema:
“investimenti sociali” volto a migliorare l’adeguatezza e la sostenibilità dei sistemi sociali, facendo il miglior uso dei fondi UE a sostegno dei programmi di investimento sociale.”
La dimensione sociale del lavoro è sottolineata: “parti­colare attenzione sarà rivolta alla questione degli stabilizzatori automatici attraverso discussioni sulla possibile costituzione di un sistema UEM di sostegno alla disoccupazione”
Lo Stato che crea posti di lavoro, un’idea assistenzialistica novecentesca che si commenta da sola. I giovani non hanno bisogno di un servizio civico europeo a 300 euro. I giovani hanno bisogno di avere le condizioni per aprire una start-up, innovativa o tradizionale che sia, senza che lo Stato metta i bastoni tra le ruote con lacci e lacciuoli burocratici, tasse, imposte, lentezza nei permessi. I giovani troveranno lavoro solo se lo Stato farà un passo indietro con meno tasse e meno burocrazia. Il pacchetto di investimenti sociale di Renzi ha un draw back: crea un posto di lavoro “pubblico” e ne toglie due privati.

Ricerca grazie a investimenti pubblici “La qualità dei sistemi di ricerca pubblici e privati europei è un fattore chiave per la competitività dell’industria europea, per la creazione di nuovi posti di lavoro e per un’imprenditorialità basata sulle tecnologie. A tal fine, è importante fare il miglior uso possibile di Orizzonte 2020, dei Fondi strutturali europei e dei Fondi di investimento.”
In Rivolta di Atlante di Ayn Rand, lo State Science Institute è esempio di corruzione, malaffare e contrasto all’iniziativa di ricerca privata. Gli incentivi pubblici alla ricerca finiscono nella magior parte dei casi alle grandi imprese, che avrebbero investito comunque risorse private. Renzi fa tutto l’opposto di cosa ha detto recentemente il mio prof di politica economica Giavazzi a OttoEMezzo “`…Ridurre lo stato, il cui intervento fallisce facilmente in Italia; lasciare le agevolazioni fiscali in ricerca e sviluppo solo per le piccole imprese (togliendo gli incentivi a pioggia), ma soprattutto: non ci può essere un ministero che decide le politiche industriali, ci sono bravi imprenditori che possono farlo… se gli fosse semplificata la vita`.

Manca l’ascolto e lo statalismo dilagante prosegue anche in altri punti del programma euro-renziano.
In particolare “allo stesso tempo, anche l’agricoltura può offrire nuove opportunità di occupazione, soprattutto per i giovani, attraverso investimenti in settori come l’industria agro-alimentare, l’agro-turismo, la ristorazione e iniziative di tutela del paesaggio.”
Le idee di Renzi sono ben spiegate nella “Strategia Europea 2020”: “la Presidenza sosterrà le strategie per il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020, in particolare promuovendo investimenti nel capitale umano, la R&S e l’innovazione, nonché creando condizioni favorevoli per il finanziamento a lungo termine dell’economia reale in settori chiave quali piccole e medie imprese (PMI) e infrastrutture, con un maggiore coinvolgimento della Banca europea per gli investimenti (BEI), in collaborazione con le banche nazionali di promozione degli investimenti.”
La nuova agenda politica statalista di Matteo Renzi come verrà finanziata? Lotta contro l’evasione e nuove tasse.
Continuare a discutere sulla questione della tassazione dell’economia digitale.
Il Consiglio lavorerà per un accordo in merito alla proposta sulla tassazione dell’energia.
Inoltre, la Presidenza si adopererà anche per un accordo sull’imposta sulle transazioni finanziarie, nel quadro della cooperazione rafforzata, tenendo in debito conto le implicazioni per il corretto funzionamento dei mercati finanziari.
Revisione IVA con accordi internazionali.
Lo statalismo tout court di Renzi e del PD è un ritorno al passato. BACKTOTHEPAST.

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