Lettera aperta a Beppe Grillo (Parte 1)

Lettera aprta a beppe grillo m5sCARO BEPPE GRILLO. Ho letto con spirito d’informazione la tua “modesta proposta” in 7 punti sull’Europa. Le voglio commentare brevemente una ad una. Alcune sono condivisibili, altre, te lo dico francamente, sono economicamente non valide.

1) “Referendum per la permanenza nell’euro”. Da un punto di vista “ideale” il referendum non fatto anni addietro sarebbe proprio corretto, ma il referendum è in questo caso un metodo democratico, ma non efficiente. Nella governance europea non c’è niente di democratico o quasi, quindi è necessario fare delle azioni con lo stesso metodo decisionale. Così come è costruito l’euro non funziona, lo dicono i migliori economisti del mondo (di segno politico opposto); lo Stato nasce da una unione politica e non da una fittizia unione monetaria: è necessario andare in Europa e promuovere una “coalizione” all’interno delle istituzioni europee per creare una FEDERAZIONE EUROPEA, un’istituzione politica più forte in cui gli sbilanciamenti nella bilancia commerciale dovuti ai differenziali di competitività/produttività siano “pareggiati” da trasferimenti. Se non riusciamo in questo intento propositivo, siamo costretti a uscire dall’Euro, semplicemente per non morire, perchè l’effetto polarizzante germanico-centrico è distruttivo per la nostra economia (la colpa non è della Germania, ma di come è strutturato l’euro in sé).

2) “Abolizione del fiscal compact”. Non deve essere una scusa per aumentare la spesa pubblica o per ingigantire le inefficienze. Beppe nel tuo programma metti di togliere gli sprechi politici (BENE, ma stiamo parlando di 2 miliardi su una spesa totale di 800) e evitare le privatizzazioni (spesso dei carrozzoni…), dare un reddito di cittadinanza (ti cito Milton Friedman? “Se tu paghi gente che non lavora e la tassi quando lavora, non esser sorpreso se produci disoccupazione”), aumentare le aliquote sui ceti più abbienti. Queste sono proposte prettamente stataliste, darebbero maggiore “protezione” al cittadino con il risultato di ridurre ulteriormente l’efficienza e l’efficacia dell’azione pubblica, che deve essere snella, dare delle regole semplici, e controllare, NON GESTIRE. Fiscal Compact o meno, Beppe, tornare al welfare state non conduce a niente, se non ad un’ulteriore perdita di produttività.

3) “Adozione dell’Eurobond”. Ottimo, questo è corretto, già proposto in diverse sedi dagli ultimi governi italiani; prima azione da fare se ci sarà la Federazione Europea.

4) “Alleanza tra i Paesi mediterranei per una politica comune finalizzata eventualmente all’adozione di un Euro 2”. La prima parte della proposizione è presa pari pari dal programma di Sarkozy nel 2007. E’ una semplificazione disarmante e, da parte di tutti quelli che l’hanno proposta in Europa, una misconoscenza economica. Scusa se te lo dico, ma se critichi l’Euro 1 e proponi immediatamente l’Euro 2 con le stesse modalità (anche se svalutato del 20%) vuol dire che delle dinamiche economiche REALI non sei a conoscenza. In Europa è in corso un processo di polarizzazione dai paesi della periferia ai paesi del centro, uno stesso fenomeno avverrebbe in simil modo nell’Europa 2, con vantaggio di chi è un pochino più competitivo e a svantaggio ulteriore degli altri. Se non c’è uno stato federale di base, non cambia nulla, e anche con uno stato federale non è detto che una moneta unica tra territorio molto disomogenei funzioni (negli Usa funziona abbastanza bene perchè se c’è crisi in Florida la gente di trasferisce magari in altri Stati in crescita; in Italia comunque non ha funzionato e l’effetto polarizzante del nord rispetto al sud è rimasto…siamo ancora una nazione per i trasferimenti dati, purtroppo spesso nella maniera non corretta, verso il sud).

5) “Investimenti in innovazione e nuove attività produttive esclusi dal limite del 3% annuo di deficit di bilancio”. Beppe parli di incentivi alle imprese? Qui inizia un tuo discorso protezionistico, che un tempo per non conoscenza della materia avrei pure condiviso, dopo aver studiato gli effetti positivi del libero scambio, non ci sono dubbi che ho cambiato idea, quindi ti consiglio di valutare le tue letture serali in bagno prima di andare a letto: passa anche te da Tremonti (dice le stesse cose tue su certi argomenti, premio “miglior giocatore di 3 carte”, per le pseudomagie nelle finanziarie) a Krugman (premio nobel per l’economia). …

Luca Cosimi – Blog in Libertà

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2 pensieri su “Lettera aperta a Beppe Grillo (Parte 1)

  1. Pingback: Prima del disastro: Federazione Europea o exit strategy dall’Euro. | Luca Cosimi – Blog in Libertà

  2. Pingback: Prima del disastro: Federazione Europea o fuori dall’Euro. | Luca Cosimi – Blog in Libertà

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