Mafia a Roma e Valori

Mia Mamma Anna Parrini ha pubblicato questo Post su Facebook. Sotto la mia risposta.
“Da anni in Italia ci siamo dimenticati di trasmettere etica e valori.Troppo poco l’hanno fatto la scuola,la politica,il mondo del lavoro,la stampa,la religione…
Il modello vincente socialmente è’chi ha potuto raggiungere facilmente potere e sodi,non chi ha portato avanti una vita retta e dignitosa.
Non sono per questo contro l’imprenditore che si impegna affinché’ la sua attività’possa andare avanti,anzi è’lui,piccolo o grande che sia,che rappresenta una parte fondamentale della nostra economia.Spesso viene invidiato,giudicato,messo alla berlina,ma solo lui può’conoscere la fatica del suo lavoro.
Sono contro il sistema, contro quegli uomini che fanno affari solo per profitto personale,che tessono,tramano,che inventano leggi sempre più’complicate fatte solo per essere raggirate.
Se siamo al 69 posto per la corruzione un motivo ci sarà’…non è’che potremmo copiare i modelli dei più’bravi?
Se Roma da anni ha questo buco mostruoso di bilancio perché’non si è’dato mandato di verificare i conti prima di coprire le spese?
Quanti esperti,in pensione,da non retribuire,potrebbero potrebbero entrare nelle intrigate maglie di quei settori,oggi oggetto di indagini,per ottimizzarne il funzionamento?
Serve fermare i soggetti della corruzione ma è’soprattutto indispensabile cambiare il sistema altrimenti,le esperienze del passato insegnano,tutto ricomincerà’come prima.
Chi gestisce gli sbarchi,chi le associazioni che organizzano i centri di accoglienza,chi fornisce la merce delle vendite illegali,chi rende schiavi gli immigrati?
Penso che si debba ripartire dalla formazione!
Il nostro e’un popolo che deve rinascere,che deve combattere dall’interno,che deve smettere di lamentarsi e imparare a costruire,che deve partire dalla capacità’del singolo di arginare il malaffare.
TUTTI NOI siamo COLPEVOLI,
TUTTI NOI possiamo CAMBIARE
Almeno facciamolo per i nostri FIGLI”

Ciao mamma. Ho letto il tuo intervento. Non condivido il concetto della trasmissione di valori. Si, i valori sono stati trasmessi. Dal 68 in poi la società si è imperniata di una morale basata su diritti senza doveri, ugualitarismo di facciata, doppietà (il classico doppio gioco del comunista che di faccia dice una cosa e poi ne fa un’altra), totale assenza di responsabilità e senso di meritocrazia. Tutto questo sistema si è fuso con il buonismo cronico tipico della dottrina cattolica italiana e a un sistema statale postfascista, ipertrofico e iperpresente nella società e nell’economia. Tutto sotto controllo da una costituzione che è da decenni fuori dal passo con i tempi e che nessuno riesce a cambiare da quanto è bloccata e bloccante. Ecco, finito questo ragionamento in cui ho tirato per i capelli tutti senza distinzione di colore, dico che il problema è il troppo stato. Zero stato, zero corruzione… o no? … ma senza arrivare a soluzioni drastiche, basterebbe ridurre lo spazio decisionale, vincolistico e oppressivo dello stato, lasciando più libertà. Meno impedimenti e più forza (nel piccolo) di uno stato che faccia rispettare le (meno) leggi. L’individuo libero poi si prenderà le sue responsabilità e sarà premiato dalla società per i suoi meriti. La soluzione più facile: fare meno, meno, meno e quel poco farlo bene (giustizia, istruzione). È una trasvalutazione dei valori, in cui vince il migliore, l’individuo, e non perde più la società, con la sua depauperazione avvilente. È il contrario di quello che dice e fa Renzi… le vie sono due: continuere a contorcersi alla ricerca di soluzioni inutili o dannose, o fare questa rivoluzione liberale.

Il commento di un’amica: “Proprio così. L’etica è andata a farsi benedire ma si potrebbe arginare il fenomeno con adeguate leggi contro la corruzione, il falso in bilancio, l’evasione fiscale e cambiando la legge che ha allungato i tempi della prescrizione. Avremmo evitato il disastro ETERNIT. Nel 68 noi combattevamo per un mondo migliore, non per ritrovarci in questo schifo.”

La mia risposta: Chi non combatte per un mondo migliore? Il risultato del 68 è questo. La nausea di Sartre ovunque. Il 68 ha distrutto ogni concetto di meritocrazia, ordine, responsabilizzazione, gerarchia, rispetto, legalità. Ha tolto ogni stimolo a fare meglio, ad emergere, portando tutto e tutti verso il basso su un appiattimento. Il buonismo e l’ipocrisia hanno dilagato. Ecco ora, per me, bisogna mettere in moto un terzo risorgimento italiano in cui le parole d’ordine siano merito, responsabilità e libertà, tutte e tre legale alla forza dell’individuo, che il 68 ha voluto distruggere.

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