San Vincenzo: campo da golf più “verde” in Italia, progetto ecosostenibile.

Campo da golf san vincenzoIn passato il golf aveva una pessima fama dal punto di vista ambientale. Negli ultimi 20 anni si è avviato un profondo processo di sensibilizzazione. Oggi, grazie all’innovazione e all’impegno per la tutela del territorio, il golf è diventato uno sport ecosostenibile e di esempio nella “green economy”. A San Vincenzo investitori privati intendono realizzare un campo da golf eccellente e sostenibile. Ottimo.Con questo post, metto a confronto le posizioni dei detrattori, in auge soprattutto in passato e le novità ecosostenibili che riguardano il mondo del golf moderno a livello nazionale e internazionale. Alla fine delineo alcuni punti di forza che riguardano la progettazione della futura struttura di San Vincenzo. La prossima volta parlerò di marketing territoriale legato al golf in Costa degli Etruschi.

Queste sono le critiche classiche portate ai campi da golf:

  • Secondo European Golf Association, ogni campo da golf di medie dimensioni consuma circa 2 mila metri cubi di acqua al giorno: l’equivalente di un paese di 8 mila persone.
  • Grande utilizzo di fertilizzanti, pesticidi e funghicidi.
  • Gli antiparassitari creano rischi per la salute dei giocatori.
  • Consumo di suolo per la realizzazione di strutture e servizi di supporto.

Queste osservazioni riguardano le strutture non innovative e più vecchie, che, soprattutto in passato, in media non si erano impegnate in una gestione sostenibile dei campi. Negli ultimi venti anni ci sono stati dei cambiamenti radicali. Queste critiche, quindi, sono state superate, ma devono rimanere come “warning”, per porre obiettivi sempre maggiori alla ricerca e all’innovazione “green”.

Ecco alcuni progetti, documenti e innovazioni che delineano il moderno golf “green”, la cui vision nasce dagli studi del naturalista inglese David Stubbs circa 20 anni fa.

  • Nel 1997 parte la prima edizione del Committed to Green, un programma di certificazione ambientale, a livello europeo.
  • Valderrama Declaration (1999). Il documento era di valenza internazionale e intuiva nel golf un importante strumento di sviluppo sostenibile. Lo firmarono i principali movimenti golfistici mondiali (USGA, R&A, EGA) e le principali organizzazioni in materia sportiva e ambientale: WWF, CIO (Comitato Olimpico Internazionale), UNEP (United Nation Environmental Programme) e GEEC (General Environment European Commission).
  • Nel 1999 la Federazione Italiana Golf ha pubblicato il lavoro svolto nei tre anni precedenti dal gruppo di lavoro Golf & Ambiente: manuale_costruzione_ecocompatibile.pdf (La Costruzione ecocompatibile dei percorsi di golf italiani) e manuale_manutenzione_ecocompatibile.pdf (La manutenzione ecocompatibile dei percorsi di golf italiani).
  • Nel 2000 viene istituito il premio “Impegnati nel verde”, con le finalità di sviluppare politiche di ecosostenibilità dei percorsi di golf sia nella fase di progettazione che di manutenzione, ridurre e ottimizzare il consumo di risorse naturali, migliorare l’immagine del golf verso il mondo esterno. Il riconoscimento considera 4 categorie ambientali: acqua, biodiversità, energia, paesaggio.
  • E’ stata istituita la certificazione ambientale internazionale GEO (Golf Environment Organization), il riconoscimento più ambito a livello mondiale concernente il golf sostenibile perché è riconosciuto dal CIO e dalle maggiori associazioni attive nel golf  (come R&A, EGA, PGA European Tour) o nell’impegno per la natura della natura (WWF, Ecored).
  • Dal 2014 l’iniziativa “Impegnati nel verde” è stata patrocinata dal Ministero dell’Ambiente annunciato ed ha il supporto dell’Istituto per il Credito Sportivo, la banca pubblica che ha finanziato la stragrande maggioranza degli impianti sportivi italiani che ha deciso di raddoppiare i contributi per i circoli che aderiranno al progetto Impegnati nel Verde.
  • Le recenti ricerche hanno trovato delle specie idonee per il manto erboso adatte all’area mediterranea. Le cosiddette “macroterme” hanno un’alta tolleranza alla salinità e presentano notevoli vantaggi: esigenze idriche ridotte (con l’impiego di gramigna si può risparmiare fino al 50% dell’acqua irrigua), ridotta crescita verticale (minor numero di tagli annui), maggiore competitività verso gli infestanti (minore impiego dei diserbanti), minore suscettibilità alle malattie (nessun impiego di pesticidi).

Da sempre imputati di essere “deserti biologici”, i campi da golf, quindi, stanno divenendo sempre più ecologici. Nelle nuove strutture, dunque, è indispensabile seguire questa via “green”.

Il campo da golf a San Vincenzo imboccherà proprio la strada della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Le ragioni sono economiche (con l’innovazione si risparmia), ambientali (impegno verso la sostenibilità, la tutela del paesaggio e l’ecologia), strategiche (ottenere certificazioni rilevanti a livello nazionale e internazionale, permettendo così di entrare nei circuiti TOP) e di responsabilità sociale (la comunità territoriale di San Vincenzo e della Costa degli Etruschi).

  • Come ho scritto nell’osservazione presentata a luglio 2014, a San Vincenzo, il progetto del campo da golf a 18 buche dovrebbe prevedere desalinizzazione dell’acqua, quindi non si andrebbero a intaccare le nostre falde acquifere.
  • In fase di realizzazione e di mantenimento, saranno seguite le linee guida per ottenere la certificazione ambientale internazionale GEO e partecipare all’iniziativa “Impegnati nel verde”, anche in modo da ottenere il patrocinio del Ministero dell’Ambiente.
  • Per quanto riguarda il tema rilevante del consumo di suolo, in ottica di sostenibilità ritengo che sia meglio fare un campo da golf dove i volumi per realizzare le strutture di servizio e la Club House sono già stati “programmati” (derivanti da riqualificazione) piuttosto che ex novo in altre aree dove verrebbero da zero. Per questo, a parità di condizioni, è preferibile che il Comune non autorizzi il campo da golf verso San Carlo paventato in passato (dove non ci sono volumi) e permetta di farlo in pianura, nella zona di Rimigliano.
  • Si creano posti di lavoro e un rilevante indotto ricettivo ed enogastronomico nel nostro territorio, legati ad uno sport rispettoso dell’ambiente che si gioca da settembre a maggio, fuori dal periodo di stagionalità classica delle destinazioni turistiche balneari.

Un percorso di golf ben progettato e che sia poi oggetto di una manutenzione corretta e sostenibile rappresenta una risorsa positiva per il nostro territorio, per l’ambiente e per la comunità.

Il progetto ideato da Trent Jones prevede una costruzione e una manutenzione all’avanguardia. Con un approccio responsabile nella gestione delle risorse si crea un ambiente naturale, in armonia con la biodiversità e le caratteristiche del paesaggio circostante.

Insomma: cosa aspetta l’amministrazione comunale ad approvare un progetto così importante per l’economia, l’ambiente e il futuro del nostro territorio?

Luca Cosimi – Blog in Libertà

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