IMMIGRAZIONE, ECONOMIA E QUALE PRIORITA’.

Per chi si è scordato o non era ancora mio amico FB, a fine estate 2014 sono stato votato “ufficialmente razzista” dal consiglio comunale di San Vincenzo. Avevo preso posizioni contro i vucumprà sulle spiagge, contro l’immigrazione, contro l’Isis; niente di razzista, non lo sono, solo posizioni coerenti e precise. Mi ero addirittura permesso di leggere passi della Fallaci in aula, cosa che fece rabbrividire i piddini.
Rimango delle stesse medesime idee, ma nè prima nè ora ritengo che parlare di questi temi sia una priorità. Siamo, invece, sballottati da chi la spara più grossa tra Renzi (con il suo fantomatico Piano B) e Salvini (Ruspe, a tasso culturale 0), con in mezzo il sine quid Alfano che si fa prendere in giro da mezza Europa.
Per risolvere il problema ci sono 3 soluzioni che portano risultati a breve, medio e lungo termine:
1) Operazione LIFE KEEPING proposta da MARONI: mandare l’ONU nei paesi di partenza e organizzare con i Caschi Blu campi profughi e di smistamento in loco;
2) Piano Marshall africano proposto dal coordinatore di Forza Italia giovani Luca Cuccu su FB: intervenire per aiutare a mettere le basi per lo sviluppo;
3) Sviluppo endogeno: liberalizzare gli scambi tra Africa e Europa in tutti i settori, per permettere un vantaggio reciproco e soprattutto uno sviluppo della produzione agricola e industriale locale.
Questo è il futuro. Il rilancio socioeconomico del mediterraneo è correlato con la crescita italiana. Tutto questo processo di chiusura delle frontiere e apertura al mercato è realizzabile a due condizioni: decisionismo e generosità. Il risorgimento africano passa, però, anche da un profondo processo di contraccezione alle nascite, perchè i livelli di popolazione attuale e di crescita sono insostenibili; spero, quindi, che le varie autorità religiose convengano senza pregiudiziali a questa questione e si impegnino in questa missione.
Detto questo, la priorità che interessano agli italiani (la maggioranza dei quali sta a casa il giorno delle elezioni) sono ECONOMICHE non sono i ROM, i quali prima come oggi sono problematici, spesso pessimi e le cui cattive faccende ci fanno particolarmente incazzare.
La disoccupazione, la mortalità delle imprese, gli sprechi statali, la burocrazia, le tasse hanno raggiunto con Renzi livelli record. Se si continua così è impossibile per molte famiglie e molti giovani andare avanti, non c’è futuro.

SAREMO NOI A EMIGRARE E A CERCARE SPERANZA ALTROVE.
Se non viene immediatamente e senza deroghe fatta una concreta RIVOLUZIONE LIBERALE che porti a meno tasse sulle famiglie, meno tasse sulle imprese e meno tasse sul lavoro, l’Italia è al capolinea e la colpa non è degli immigrati africani. Attenzione, però diffidate da chi propone di ridurre le tasse a debito (flat tax di leghista maniera), perchè i debiti prima o poi andranno pagati e questo significa nuove tasse.
Per riprenderci uno spicchio di futuro dobbiamo: tagliare la spesa pubblica e gli sprechi per almeno 80 miliardi; ridurre di pari misura le tasse; privatizzare le partecipazioni e vendere le proprietà non funzionali a tutti i livelli di governo, dai comuni allo stato centrale; ridurre il debito di pari entità, in modo da pagare meno interessi nel tempo. Con meno tasse, i consumi e gli investimenti ripartono e ci saranno nuove assunzioni.
Ecco la mia priorità: il LAVORO.

Luca Cosimi – Blog in Libertà

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