Pedagogia, Boldrini, Fedeli, scuola cattocomunista e violenza

Perché Boldrini e Fedeli non si indignano alla violenza su una donna, se è docente? Forse la ragione è che questa è la scuola che vogliono!

A Caserta in classe un 17enne accoltella la prof che rimane ferita a una guancia. Non basta seguire il Vangelo secondo Luca “A chi ti percuote su una guancia, porgi anche l’altra” ma serve una progettualità pedagogia completamente opposta a quella cattocomunista venduta sui libri e proposta dai post 68ini: la devianza è la massima espressione dell’adolescente perché più di lì non riesce, è solo una ricerca di identità sociale, i prof devono sottostare solo ai bisogni degli studenti. Va ricostruito il ruolo dell’insegnante e della scuola nel senso dell’autorevolezza. L’insegnante deve avere i mezzi per mixare autorità, leadership, collaborazione, affetto a seconda delle situazioni, se ne è privato, è finita. Vanno creati dei percorsi alternativi super professionalizzant a chi non ha voglia, perché è inutile e dannoso obbligare e, infatti, i risultati non si ottengono e si penalizza chi, invece, ha voglia e merita di avere un clima di classe che non va verso il basso e il degener o (come vuole la pedagogia cattocomunista), ma che è indirizzata verso l’alto. Due esperienze personali. Una negativa. L’anno scorso dopo che gli ho tolto il compito all’ennesimo richiamo, uno studente mi è venuto incontro con fare facinoroso, per fortuna un compagno lo ha fermato. Una positiva. Un ragazzo già bocciato un paio di volte in prima non aveva voglia, parlando con lui, ho capito il suo interesse per la cucina, ho parlato con i genitori e li ho convinti a permette al ragazzo un percorso diverso e ora il ragazzo lavora con successo, non sarà diplomato, ma invece di perdere tempo, magari con altre bocciature, può fare grande esperienza e magari diventare uno chef di successo.

Luca Cosimi – Blog in libertà

SIAMO SAN VINCENZO

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