SHOCK FISCALE PER FARE VIVERE SAN VINCENZO. PICCONARE LE TASSE!

Trovare casa a San Vincenzo in affitto annuale è difficilissimo. Abbiamo raggiunto il numero minimo di nascite della storia. Abbiamo un andamento demografico non sostenibile nel lungo periodo per l’emigrazione nei comuni limitrofi, il numero troppo basso di nascite, l’invecchiamento medio della popolazione.

Oltre a urbanistica e servizi, è necessario lavorare sulla leva fiscale, perché le tasse nazionali e locali sono troppo alte.

È urgente, quindi, PICCONARE gli sprechi e le tasse, per RICOSTRUIRE un’opportunità di sviluppo demografico, economico e sociale sostenibile del nostro territorio.

Propongo 5 azioni di meno tasse da svolgere urgentemente per evitare lo spopolamento e attrarre persone a vivere qui così che il paese e il commercio possano rinascere: 1) Riduzione 50% aliquota IMU per chi affitta a lungo termine così che sia più conveniente affittare; 2) Sgravi fiscali su tutte le tasse comunali alle famiglie con figli a carico (ad esempio verranno viste a ribasso le tasse sulla mensa scolastica); 3) Tasse 0 per chi si trasferisce a San Vincenzo per i primi 3 anni (così si possono ad esempio aiutare i figli, un fratello o i nonni a “tornare” a San Vincenzo); 4) Sostegno diretto al canone annuale di locazione come in Germania e in Lombardia; 5) Asilo nido gratuito, come proposto dal centrodestra alle ultime elezioni nazionali.

Con la lista civica SiAmo San Vincenzo, stiamo elaborando delle proposte anche per “continuare a vivere” a San Vincenzo, pure per chi non ha figli. La riduzione delle tasse è importante anche qui, così come una lotta agli sprechi dei carrozzoni pubblici. Proponiamo tre azioni che si sommano alle precedenti. La prima azione sarà tornare alla tariffa tari dei rifiuti antecente al 2014, per cui la proposta è una riduzione del 20% dell’attuale, contrattando con forza con la società di gestione. La seconda azione sarà quella di ristabilire il contributo al consorzio di bonifica al livello del 2016, visto che negli ultimi due anni la cifra è raddoppiata. Dato che per questa azione sarà necessario un contrasto con l’ente-carrozzone perché riveda completamente la spesa, nel frattempo il comune rimborsa la differenza, così che il costo per il cittadino torni al livello più basso. La terza operazione riguarda l’addizionale irpef comunale, altra tassa assurda, che verrà gradualmente abolita, partendo dai redditi più bassi.

PICCONARE LE TASSE sono proposte di riduzione fiscale per aiutare le famiglie con figli e a fare figli, permettere di trovare una casa in affitto tutto l’anno, fare tornare i parenti o i figli a vivere a San Vincenzo, incentivare a continuare a vivere a San Vincenzo. Contrastare lo spopolamento e avere l’obiettivo di 8000 abitanti significa pensare alla sostenibilità della nostra comunità e aiutare il commercio a vivere tutto l’anno. Se non si fa nulla tra pochi anni diventiamo un dormitorio di pochi, una cattedrale nel deserto solo estiva e senza nascite e con l’invecchiamento della popolazione non avremo più lo sport, le scuole medie, i carabinieri.

Ridurre le tasse, dare servizi più efficienti e di maggiore qualità e fare una programmazione urbanistica propositiva hanno come obiettivo di raggiungere 8000 residenti. Con questa cifra il paese vive, il commercio può fiorire.

Inoltre meno tasse significa più soldi nelle tasche dei cittadini che possono scegliere di consumare e comprare a San Vincenzo, così che l’economia torna a marciare positivamente.

Nei prossimi post parlerò di PICCONARE le tasse direttamente anche per commercio e operatori turistici, perché sono loro che danno lavoro a San Vincenzo.

A fine del post un lettore si chiede: dove Luca Cosimi trova i soldi per PICCONARE le tasse e aumentare la qualità dei servizi? Il taglio delle tasse ai cittadini previsto in questo post è di 500 mila euro subito e può arrivare a 1 milione di euro a regime. Da presidente della commissione bilancio e studioso di economia, sono convinto che sia una riduzione di tasse fattibile. Semplificando, la parte corrente del bilancio del comune di San Vincenzo è oltre 10 milioni di euro. Bisogna intervenire sul bilancio, voce per voce, e tagliare gli sprechi, le consulenze esterne, la spesa inutile. Al contempo è necessario attivare una migliore programmazione e controllo degli interventi del comune, contrastare nelle sedi opportune con decisione gli sprechi dei carrozzoni e delle società partecipate, opporsi al fondo di solidarietà nazionale per cui oltre 2 milioni di euro di IMU escono da San Vincenzo per andare a ingrassare altri comuni e il governo centrale. Avere meno tasse passa, quindi, per una gestione più oculata dei soldi dei cittadini da parte del comune direttamente e da parte dei “carrozzoni” indirettamente.

Insomma in 5 anni possiamo diventare il comune con meno tasse in Toscana e avere cittadini che amano, vivono e lavorano a San Vincenzo.

Luca Cosimi – consigliere comunale SiAmo San Vincenzo

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