Archivi tag: marketing territoriale

San Vincenzo: campo da golf più “verde” in Italia, progetto ecosostenibile.

Campo da golf san vincenzoIn passato il golf aveva una pessima fama dal punto di vista ambientale. Negli ultimi 20 anni si è avviato un profondo processo di sensibilizzazione. Oggi, grazie all’innovazione e all’impegno per la tutela del territorio, il golf è diventato uno sport ecosostenibile e di esempio nella “green economy”. A San Vincenzo investitori privati intendono realizzare un campo da golf eccellente e sostenibile. Ottimo. Continua a leggere

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San Vincenzo: pressione fiscale e semplificazione. Il PD è il Partito delle tasse.

pressione fiscalePer il consiglio comunale di oggi alle 18 ho presentato questo ordine del giorno per ridurre la pressione fiscale e promuovere la semplificazione, che è stato respinto. La  maggioranza PD ha votato contro e Assemblea Sanvincenzina si è astenuta. L’amministrazione non si prende un impegno, perché alla sinistra non interessa ridurre le tasse. Continuerò a dare battaglia contro gli sprechi e le tasse.

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San Vincenzo: campo da golf a 18 buche

IMG_3158Per gli “amici” che da mesi mi perculeggiano per la mia idea di fare un campo da golf a San Vincenzo, oggi per il pranzo di Natale sono stato al campo da Golf del Pelagone a Gavorrano. Ho colto l’occasione per fare una passeggiata nella struttura, progettata dall’architetto americano Keith Preston e realizzato nel 1999.

Sono rimasto positivamente impressionato dalla qualità dell’ambiente e dal panorama splendido. Si vedono il Golfo di Follonica e l’Isola d’Elba; l’unica visione meno piacevole è quella della ciminiera Tioxide (nello stabilimento, però, vi lavorano 2000 persone).

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Slancio vitale: amico del Sud pensaci.

calo pil sud italia luca cosimi blog in libertàIeri sono usciti gli ultimi dati di BankItalia per il pil italiano. Il 2012 e il 2013 sono stati due anni di crisi economica; il 2014 sarà ancora difficile. Il fatto più evidente è che il nord è in seppur lieve ripresa, mentre il Sud stenta ancora; non ci sono segnali positivi. Il meridione risulta né attrattivo né competitivo. Investire in Italia è già difficile, al sud ancora di più.
Il sistema delle piccole e medie imprese meridionali, inoltre, ha risentito di più della globalizzazione ed oggi le esportazioni vanno a rilento.
Il sud, quindi, non può più aspettare: è il momento inderogabile della svolta. Ci vuole coraggio. Innanzitutto: che cosa non serve?  Vanno evitate le ricette del passato: assistenzialismo, investimenti pubblici a pioggia, cattedrali nel deserto. Non deve essere lo stato a risolvere i problemi, perché è evidente che non ci è mai riuscito, anzi, li ha ampliati. Bisogna partire dagli individui, dalla volontà di fare, cambiare e prendersi le responsabilità. L’individuo meridionale si faccia promotore di una società in cui siano più radicati il senso civico di fiducia reciproca, collaborazione, scambio trasparente. Il futuro del sud passa per la genesi di un terreno fertile in cui ci sia un forte capitale sociale e rinnovata ricerca del benessere individuale.
Tutto parte dalle singole persone, non dallo stato.
E allora, che cosa fare per rilanciare il meridione?

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